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domenica 18 ottobre 2015

STRUMENTI PER ODONTOIATRIA - NOVITÀ

1. Premessa
Nel campo degli strumenti dentali manuali in questi ultimi anni abbiamo osservato una assenza di novità utili all’odontoiatra e alla sua equipe. Qualche modifica geometrica alle punte lavoranti, varianti alle geometrie delle impugnature, impiego di diversi materiali di costruzione, qualche variazione nelle forme e ritenzioni dei manici, ma niente di più.

2. L’uovo di colombo
La crisi, il calo della richiesta di mercato, i costi di fabbricazione, molteplici fattori hanno contribuito a non spingere verso grandi novità.

Un azienda italiana ha presentato un manico che rompe gli schemi di quelli esistenti. Con un occhio rivolto alla sicurezza dell’odontoiatra, assistente, igienista, ha realizzato un manico semplicemente di lunghezza superiore rispetto ai manici esistenti oggi sul mercato.
Come dire… “l’uovo di Colombo”.

Tradizionalmente i manici degli strumenti che pongono l’operatore a rischio tagli e punture, come curettes, scalers, sonde, sono lunghi 100 – 105 millimetri e in rarissimi casi 110. Questo nuovo manico è circa 115 considerando anche le parti esterne in acciaio, parti sulle quali sono fissate le punte.

3. Le caratteristiche
La progettazione non si è limitata a questo, il manico è di un materiale plastico che non contiene componenti tossici banditi di recente come i parabeni, ma non contiene neppure PVC, ftalati e molti altri componenti tossici.

Non solo, le punte sono inserite in inserti di acciaio che a sua volta sono inseriti nel materiale plastico ma senza essere totalmente affogati, parte di essi emerge da permettere una perfetta pulizia e sterilizzazione dello strumento.

Lo schema ne riassume le caratteristiche:






E’ innovativo anche il criterio di assemblaggio delle punte. Il manico non contiene parti metalliche garantendo la tipica leggerezza e maneggiabilità degli strumenti in materiale plastico, la presa è favorita da un diametro di 10,5mm.

Questi tre enormi vantaggi sono stati ottenuti semplicemente allungando il manico e rivedendo i criteri di inserimento delle punte un operazione semplice ma che fino ad oggi nessuno aveva mai messo in pratica.

Anche chi fa uso delle cassette di sterilizzazione può utilizzarli senza problemi ponendo gli strumenti nel lato più lungo o semplicemente, all’atto del riacquisto, comprando cassette adatte a tale uso come ad esempio le cassette che Hu-Friedy fabbrica già da tempo.

4.Dove trovarli?
In Italia ci sono due aziende che hanno sposato questa progettazione e più precisamente la QUASAR DENTAL EQUPMENT www.quasardental.com di Legnano (MI) già conosciuta per l’ottima qualità dei gommini lucidanti e per la versatilità delle sue basi universali in silicone e la Den-Tag www.dentag.com di Maniago (PN) già conosciuta per la qualità e gamma di strumenti dentali.

Questi strumenti si possono acquistare presso i depositi dentali ad ogni modo è sufficiente contattare i rispettivi fabbricanti per conoscere luogo di acquisto e prezzi.

5.Conclusioni
Gli strumenti con punte doppie possono ferire la mano dell’operatore o lacerarne il guanto (con la punta opposta a quella lavorante). La possibilità di ferirsi c’è durante l’uso, il maneggiamento o il passaggio dello strumento fra Assistente-Dentista-Assistente.

Come azione preventiva aggiuntiva oggi il dentista può scegliere uno strumento con un manico più lungo anziché con manico di lunghezza “tradizionale”.

domenica 4 ottobre 2015

DIRETTIVA TAGLI E PUNTURE - STRUMENTI DENTALI MANUALI

Luca Martinelli

Direttiva Tagli e punture - Strumenti dentali manuali

Pubblicazione n. 80 del 04 Ottobre 2015 

1.Premessa
La Direttiva Europea 2010/32/UE del 10 maggio 2010 in materia di prevenzione delle ferite da taglio e da punta nel settore ospedaliero e sanitario recepita in Italia nel 2014 con Decreto Legislativo n. 19 del 19 Febbraio (decreto che va a modificare il titolo X del preesistente Dlgs del 9 Aprile 2008 - Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro), dispone che siano adottate delle misure di prevenzione specifiche per prevenire le ferite e trasmissione di infezioni nel quadro dello svolgimento delle attività sanitarie.
La Direttiva, ovvero il Decreto, indica che non si deve mai supporre inesistente un rischio e che si devono adottare misure di priorità nelle misure di prevenzione.

2.Odontoiatra
Le misure di prevenzione specifiche che deve prendere l’odontoiatria sinteticamente sono:
-Procedure di utilizzo ed eliminazione in sicurezza dei dispositivi;
-Eliminazione dall’uso di strumenti taglienti o pungenti se no strettamente necessari;
-Adozione di dispositivi medici dotati di meccanismi di protezione e sicurezza;
-Divieto di re-incappucciamento manuale degli aghi;
-Sorveglianza sanitaria;
-Effettuazione di formazione inerenti ai dispositivi taglienti, procedure di notifica, risposta e monitoraggio post esposizione;
-Informazione e sensibilizzazione attraverso la diffusione di materiale promozionale circa infortuni, norme di precauzione, vaccinazioni ecc.;
-Previsione delle procedure che devono essere adottate in caso di ferimento del lavoratore.

3.Strumenti dentali e rischio taglio o puntura durante l’uso
È noto che strumenti semplici e di uso quotidiano come ad esempio le curettes o le sonde doppie possano ferire la mano dell’operatore o lacerarne il guanto (con la punta opposta a quella lavorante). La possibilità di ferirsi c’è durante l’uso, il maneggiamento o il passaggio dello strumento fra Assistente-Dentista-Assistente mentre si svolgono le procedure sul paziente.
Cosa può fare l’operatore dentale?
Strumenti con un manico di 100, 105 millimetri sono troppo corti e le punte, per quanto girate al contrario rispetto a quella lavorante, molto spesso toccano sul dorso della mano.
In questo caso l’unica cosa che può fare l’operatore sanitario, con uno strumento che gli viene fornito di quella lunghezza, è porre la massima attenzione; non può certo intervenire sulla struttura dello strumento.
Quello che invece può fare proprio come azione preventiva aggiuntiva è scegliere, all’atto dell’acquisto o della sostituzione di uno vecchio, uno strumento con un manico più lungo.
Gli strumenti più lunghi si possono imbustare esattamente come gli altri e, nel caso in cui il dentista faccia uso e possegga già cassette o vassoi per la sterilizzazione di dimensioni ridotte, sarà sufficiente porre gli strumenti nel senso del lato più lungo.

4.Il fabbricante
Gli operatori sanitari quindi devono adottare delle misure di prevenzione frutto di un’attenta analisi dei rischi. Anche il fabbricante è indirettamente coinvolto nell’attività di prevenzione dell’incidente agli operatori.
Il fabbricante di strumenti, nella sua analisi dei rischi, deve infatti prevedere la possibilità che un operatore si ferisca con lo strumento e quindi, in fase progettuale, ridurre al minimo il rischio che ciò si verifichi per cause dipendenti dallo strumento conseguentemente alla sua destinazione d’uso. Compatibilmente con l’usabilità dello strumento e con i costi di fabbricazione potrebbe intervenire sulla progettazione dello strumento per ridurre detto rischio.

5.Misura di riduzione del rischio per gli strumenti dentali
Il fabbricante può scegliere di continuare a vendere il suo strumento senza fare niente.
Potrebbe continuare a vendere lo stesso strumento aggiungendo semplicemente delle informazioni di attenzione nell’uso. Questo lo riparerebbe probabilmente da problemi di tipo legale ma certo non risolverebbe il problema all’operatore.
Ci sono strumenti che sono fabbricati ed utilizzati nello stesso modo da anni. È altrettanto vero che nel corso degli anni l’esperienza, la statistica, il know-how e le leggi stesse cambiano, si evolvono in favore di una migliore qualità e durata della vita dell’uomo.
Cosa può fare il fabbricante per ridurre il rischio all’operatore?
Certo non potrà fare una lama che non taglia o una punta che non punge, il rischio di ferita sarebbe sicuramente inferiore ma lo strumento inutilizzabile.
Si possono però introdurre varianti progettuali e di processo di fabbricazione che nella sua semplicità non obbligano il fabbricante a grandi stravolgimenti, come ad esempio la realizzazione di un manico più lungo in modo che le punte non lavoranti non siano a contatto o quasi a contatto con la mano dell’operatore e in modo che l’assistente ed il medico abbiano la possibilità di scambiarsi i ferri facendo affidamento su una lunghezza che permette un migliore maneggiamento.
La maggioranza dei manici “doppi” in commercio, ha una lunghezza media di 100/105mm, alcuni sono lunghi 110mm.
Dette lunghezze sono idonee al lavoro, tuttavia se si vuole abbattere ulteriormente il rischio di taglio e puntura sarebbe auspicabile, per ampliare le possibilità di prevenzione, che anche i fabbricanti si sentissero maggiormente coinvolti e decidessero di realizzare manici più lunghi anche per gli strumenti come curettes (Gracey, Columbia ecc) scalers, sonde doppie, escavatori ecc.
Ad oggi dalle nostre ricerche risultano solo un paio di fabbricanti che realizzano un manico doppio di circa 115mm, lunghezza sicuramente più idonea alla prevenzione.

6.Conclusioni
L’odontoiatra deve oggi, non più solo per sua scelta professionale ma anche per legge, adottare misure di prevenzione specifiche per prevenire le ferite e trasmissione di infezioni nel quadro dello svolgimento della sua attività.

Esso non può in ogni caso intervenire su quegli strumenti dentali che acquista sul mercato che per la lunghezza del loro manico, anche se in ogni caso conformi alla legge, espongono comunque ad un rischio la mano del medico e dell’assistente durante l’uso sul paziente o il passaggio di strumenti fra dentista ed assistente.

È auspicabile che il fabbricante, nella realizzazione dello strumento, tenga oggi maggiormente in conto non solo la sicurezza del paziente ma anche quella dell’operatore sanitario; in questo caso il modo più realistico ipotizzabile per raggiungere l’obiettivo è l’aumento della lunghezza del manico a prescindere da forma, diametro, colore e materiale.

Dalle nostre ricerche risulta che vi siano solo due fabbricanti che hanno realizzato un manico che, oltre all’aspetto ergonomico, tenga in considerazione anche la sicurezza degli operatori sanitari.

giovedì 1 novembre 2012

5 CURETTES PERIODONTALI E SCALERS

Luca Martinelli

Curettes periodontali e scalers

Pubblicazione n. 5 - 01 Novembre 2012

1 CURETTES PERIODONTALI E SCALERS
La parodontologia è un ramo della scienza medica dedicato alla diagnosi e al trattamento delle malattie dall’apparato di sostegno del dente.

Le curettes e gli scalers rientrano nella grande famiglia di strumenti utilizzati in parodontologia, servono per la rimozione del tartaro sopra e sotto gengivale.

Di questi i più conosciuti ed i più venduti sono sicuramente le Curettes Universali, le Curettes di Gracey e gli scalers a falcetto ed a cleoide.

I requisiti delle curettes e scaler (almeno per una parte di questi) sono indicati nella norma UNI EN ISO 1339-1, -2 e -3.

2 STRUTTURA DELLA CURETTE
La curette è uno strumento dentale manuale (strumento dentale progettato per funzionare in risposta al movimento dell’operatore senza nessuna fonte di energia) per cui la sua struttura è formata da un manico e da una punta lavorante con particolari caratteristiche a seconda del tipo di curettes (Fig. 1 ).

Gli strumenti parodontali hanno in comune delle parti che sono:
a- La lama;
b- Il gambo;
c- L’impugnatura (manico).




Fig. 1
Struttura di una curette

La lama (Fig. 2) è di sezione semicircolare con superfici laterali semicircolari, anche la punta lavorante dello strumento ha forma semicircolare; la forma complessiva della lama varia  a seconda del tipo di applicazione cui è destinata.

Presenta uno o due bordi taglienti (a seconda del tipo di curettes) ed ha una estremità arrotondata, questi bordi sono rappresentati dall’angolo che si viene a formare fra la superficie anteriore (piatta) e la superficie laterale e posteriore (arrotondata a semicerchio).



Fig. 2
Esempio di lama con un solo bordo tagliente (Gracey)

Il gambo costituisce l’unione fra lama e manico (impugnatura), ha diverse forme ed angolazioni per favorire l’inserimento nelle tasche parodontali e quindi l’accesso alle superfici radicolari.

Abbiamo quindi diverse angolazioni e diverse lunghezze a seconda dell’anatomia del dente interessato ed a seconda del tipo di curette.

L’impugnatura (manico) rappresenta la “guida” dello strumento è cioè quella parte che la mano impugna per effettuare i movimenti dello strumento ovvero della punta lavorante.

I manici sono di diverse forme e materiali, la cosa più importante è che siano bilanciati e con forme più o meno lineari che non ostacolino le dita e/o la mano nel suo movimento; possiamo avere diversi tipi di curette con lo stesso manico.





2.1 Curettes Universali
Le curettes universali sono state progettate per poter essere utilizzate praticamente su tutte le superfici del dente; questa è la ragione per cui vengono chiamate “Universali”.

Un esempio di curettes universali possono essere le curettes denominate:
- Columbia;
- Goldman Fox;
- Langer;
- McCall.


La lama ha due bordi taglienti e la sua angolazione, rispetto al gambo è di 90 gradi (Fig. 3).

Fig. 3
Orientamento lama curette universale

Le curettes universali hanno un area diversa di impiego a seconda del tipo di curettes e quindi di lama, ad esempio le Columbia hanno punte per anteriori e punte per posteriori.

Le Langer hanno il gambo identico alle curette di Gracey, ricalcandone più o meno (alcune sono solo per il mascellare ed alcune solo per il mandibolare), l’area di impiego di queste ed hanno anch’esse varianti con gambo rigido e con punta After Five e Mini Five  ecc..

In ogni caso le curettes che a tutt’oggi riscuotono maggior interesse, e per questo sono le più utilizzate e le più vendute, rimangono le curettes di Gracey.

2.2 Curettes di Gracey
Le curettes di Gracey, ideate nel 1940 dal Dr. Clayton Gracey, sono state progettate per essere impiegate su aree specifiche dei denti.

Su queste curettes ci soffermeremo maggiormente perché sono a tutt’oggi quelle più utilizzate e più vendute.
Si utilizzano per la rimozione del tartaro che rimane anche dopo l’ablazione con ultrasuoni, per la rimozione dei tessuti necrotici, per la levigatura radicolare ecc. .

La lama ha un solo bordo tagliente e la sua angolazione rispetto al manico è di 70° (Fig. 4).

Fig. 4
Orientamento lama curette Gracey

Ogni curette ha lama e gambo con geometrie diverse a seconda dell’area specifica di intervento che possiamo meglio identificare nella tabella sotto riportata (Fig. 5).


Fig. 5
Curettes di Gracey - Figure ed area d'uso


2.2.1 Curette di Gracey “AF” ed “MF”

Esistono delle varianti delle Curettes di Gracey, le più conosciute sono le “AF” e le “MF”, inferiori di numero (meno figure) hanno una funzione particolare che si esrcita grazie alla sua forma modificata.

Le curettes Gracey AF sono una evoluzione delle curettes Gracey standard, sono state progettate per agevolare l’inserzione subgengivale, specie per le tasche parodontali più profonde,  riducendo la distensione del tessuto, facilitano la rimozione delle concrezioni intorno alla corona e permettono un migliore accesso anche alle radici.

Le curettes Gracey MF sono a sua volta una evoluzione delle curettese Gracey AF, sono state progettate per favorire l’inserzione nelle tasche strette, per raggiungere le radici più piccole, forcazioni e solchi.

Per permettere le funzioni appena esposte queste curette hanno una geometria che le differenzia dalle standard.

Le curettes AF hanno il gambo di circa 3mm più lungo delle curettes standard;

Le curettes MF hanno il gambo di circa 3 mm più lungo delle curettes standard  e la lama più corta di circa 2 mm (Fig. 6).

Fig. 6

Le aree specifiche di intervento sono si possono vedere nella tabella sotto riportata (Fig. 7).

Fig.  7

Tutte le curettes di Gracey standard possono avere il gambo rigido od extrarigido; si tratta di curettes con lama delle stesse dimensione e geometria della standard ma con gambo di diametro maggiore per conferire una rigidità superiore alla curette, per questo sono indicate per la rimozione di concrezioni copiose o comunque resistenti.

Esistono ancora delle ulteriori varianti che sono le “micro mini five”, poco conosciute ed ancora poco utilizzate; queste hanno una lama di dimensioni ancora più piccole delle curette Gracey “MF” per raggiungere tasche parodontali particolarmente profonde.




Esempio di curette di Gracey con manico in conformità alla Direttiva Europea 2010/32/UE
in materia di prevenzione delle ferite da taglio e da punta
Fabbricante Quasar Dental Equipment


3 SCALERS (chiamati anche strumenti per detartraggio, tipo H)
Gli scalers, sono stati progettati per la rimozione del tartaro sopra gengivale, possono essere utilizzati anche per la rimozione del tartaro che si trova in prossimità del bordo gengivale (limitatamente sub gengivale).

Anche per gli scalers esistono forme particolari delle punte a seconda dell’area di utilizzo tuttavia gli scalers più conosciuti, e più venduti, sono gli scaler a falcetto che troviamo generalmente a lama dritta ed a lama curva; uno degli scaler forse maggiormente conosciuti è il falcetto dritto “Jaquette” ed il falcetto curvo “Towner”, questi li troviamo spesso accoppiati su uno stesso manico (Towner-Jaquette).

3.1 Scaler a lama dritta (tipo a cleoide)
Gli scalers a lama dritta hanno la lama a sezione piramidale (con base triangolare) con superfici  laterali semicircolari e punta pungente; la lama è orientata a 90° rispetto al gambo (Fig. 8).


Fig. 8


3.2 Scalers a lama curva (tipo a falcetto)
Gli scalers a lama curva hanno una lama a sezione pirmaidale (con base triangolare) superfici laterali dritte e punta pungente; la lama è orientataa 90° rispetto al gambo (Fig. 9).


Fig. 9


4 MATERIALE DI FABBRICAZIONE
Le punte delle curettes e scalers sono solitamente fabbricate con acciaio inossidabile della serie AISI 420 o 440 o  comunque con altri acciai indicati dalla norma UNI EN ISO 7153-1.

Il manico può essere in acciaio inossidabile od in materiale plastico, esistono anche punte realizzate in materiale plastico solitamente utilizzate per lavorare sugli impianti dentali.




Si ringrazia Quasar Dental Equipment 

per la gentile concessione della foto del prodotto