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domenica 25 febbraio 2018

GLI ASPIRASALIVA MONOUSO UTILIZZATI DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE COME PARAMETRO DI GUADAGNO DEL DENTISTA

Nell’impiego della cannula aspirasaliva monouso si corrono due rischi operativi a cose normali.

1-rischio di contenzioso là dove si verifica un’accidentale aspirazione dei tessuti molli del paziente o là dove la fuoriuscita del filo in metallo ferisce il paziente o l’assistente;
2-rischio di contaminazione del campo operatorio. La cannula aspirasaliva è infatti venduta NON sterile e confezionata in comunissimi sacchetti di plastica spesso forati per evitare la formazione interna di condensa. La cannula non è sterilizzabile in autoclave.

Ma se questo rischio non bastava adesso si aggiunge un rischio “Multa” non da poco.

In un interessante articolo di Norberto Maccagno su Odontoiatria33Il bullone e l'aspirasaliva, la fattura che descrive più o meno, il dove si trova il credito ed il sito rinnovato” si disquisisce sulla pratica discutibile che l’Agenzia delle Entrate utilizza per contestare il reddito dichiarato dai dentisti.

Pratica ribadita in cassazione in favore della commissione tributaria ("costituendo dato assolutamente normale e corrispondente ai canoni di ragionevole probabilità quello secondo cui, per ciascuna prestazione odontoiatrica, si adoperi tendenzialmente una certa quantità di materiale di consumo, onde tale elemento rappresenta un fatto noto capace, anche di per sé solo, di lasciare ragionevolmente e verosimilmente presumere il numero delle prestazioni effettuate ed i relativi ricavi").

 

Tutti ben sappiamo però che 1 aspirasaliva non corrisponde a 1 cura erogata e quindi pagata al dentista.

1 aspirasaliva monouso può significare che un paziente si rechi in studio 1, 2, 5 o forse 10 volte per terminare una terapia o un intervento di protesi e quindi pagherà per un solo intervento a fronte di magari 10 aspirasaliva monouso impiegate su di esso.

Questo significa che il dentista riceverà 1 solo pagamento a fronte di una prestazione e non 10 pagamenti.

 

Non è corretta neppure la detrazione del 10% di monouso potenzialmente sprecato che l’Agenzia delle Entrate applica al conteggio per stabilire il fatturato presunto del dentista.


A questo punto il consiglio è quello di impiegare il più possibile strumenti e materiali riutilizzabili cioè ricondizionabili.

Esistono aspiraliva riutilizzabili simili alle cannule monouso ma forse quello che sta trovando sempre più impiego è l’aspirasaliva “Isolite System” che fra l’altro offre molti vantaggio rispetto all’aspirasaliva monouso.


Vediamolo in sintesi:

L’Isolite System è migliore della cannula aspirasaliva monouso sia per il dentista sia per il paziente.

-Funziona quasi come una diga.
-Rende libere entrambe le mani.
-Elimina il rischio contenzioso legale che porta con se la cannula monouso.
-Migliore anche da un punto di vista dei risultati.
-Più comfort per il paziente, più comfort per il dentista, campo operatorio asciutto, mani libere, risultati sicuramente migliori.
-È insieme divaricatore abbassalingua ed aspiratore, mantiene isolati contemporaneamente due quadranti, permette un più facile accesso anche ai denti posteriori.
-È fornito di illuminazione a led che permette un ottima visibilità, illuminazione che si può spegnere o ridurre anche del 90% quando si impiegano i compositi.


Anche il paziente usufruisce di una serie di vantaggi:

-Quando utilizzato al posto della diga elimina il senso di soffocamento provocato dal foglio in lattice (o altro materiale impiegato) sulla faccia del paziente.

-Il divaricatore morbido permette di non forzare l'apertura della mandibola, il paziente può anche chiudere leggermente la bocca, il materiale è morbido, rilassandosi leggermente.

Ovviamente può essere impiegato su tutti i pazienti bambini compresi.


In conclusione considerando i vantaggi operativi, i rischi per il paziente e i rischi legali e fiscali per il dentista è arrivato il tempo che la cannula aspirasaliva monouso lasci il posto a sistemi tecnologicamente più avanzati e più sicuri.




venerdì 31 marzo 2017

A STUDY OF HUMIDITY AND ITS EFFECT ON BOND STRENGTH: WHAT DOES IT DO AND WHAT CAN WE DO ABOUT IT?

Authors
Michael J. Melkers, DDS, FAGD

Study Presented at World Congress of Minimally Invasive Dentistry
San Francisco, California August 13, 2004.

This study was conducted with two objectives in mind:
1)To determine the effect of 100% humidity on bond strength;
2)To determine the efficacy of rubber dam and a new isolation device (Isolite by Isolitesystem - USA) onreducing intra-oral humidity levels. The study concluded that under the conditions of this study, application of the dentin bonding agent and placement of the composite resin in the presence of high humidity significantly reduced the mean bond strength to dentin. The clinical significance of this finding is that reducing humidity is important for generating optimum bond strengths to dentinal surfaces.

*A Study ofHumidity and Its Effect on Bond Strength by MichaelJ. Melkers,DDS, FAGD


Key Study Points & Findings
1.The study found that reducing oral humidity is important for generating optimum bond strengths to dentinal surfaces;
2.Under the conditions of this study, both rubber dam and Isolite isolation were found to significantly reduce the relative intra-oral humidity;
3.Under the conditions of this study, average intra-oral humidity with Isolite was reduced at a level equal to, or slightly better than, that achieved with rubber dam isolation;
4.Under the conditions of this study, Isolite was found to be effective in isolation and humidity reduction. Isolite was also found to be versatile for a variety of dental applications;
5.The Primary Investigator (PI) observed that the use of Isolite delivers predictable, practical results which  facilitates 20% - 30% faster procedures.