martedì 6 novembre 2012

7 STRUMENTI PER LA MODELLAZIONE DEL COMPOSITO

Luca Martinelli

Strumenti per la modellazione del composito

Pubblicazione n. 7 - 09 Settembre 2009



1. STRUMENTI PER LA MODELLAZIONE DEL COMPOSITO


1.1 Premessa
Le tecniche di otturazione e ricostruzione estetica, pur nelle sue diversità, fanno uso prevalente di compositi.

L’uso sempre più massiccio di questi ha portato i fabbricanti a realizzare strumenti con ogni sorta di materiale con l’intento di permettere una più facile lavorazione del composito con particolare attenzione all’anti-adesività dello strumento a quest’ultimo. 

Abbiamo così assistito all’immissione in commercio di strumenti in acciaio ed alluminio, con applicazione di depositi superficiali come nitruro di titanio, nitruro di zirconio, resine o vernici antiadesive e così via fino alla realizzazione di strumenti in materie plastiche.

Ciò nonostante questi strumenti non hanno avuto una grandissima diffusione e questo sostanzialmente per tre principali ragioni:

1- La delicatezza dei depositi superficiali e delle plastiche, si deve infatti porre estrema attenzione nell’uso e trattamento di questi strumenti;

2- Il costo più elevato rispetto agli strumenti tradizionali;

3- La durata che in ultima analisi, rispetto alle condizioni iniziali ottimali d’uso, è nettamente inferiore ad uno strumento tradizionale.

2.  GLI STRUMENTI IDEALI PER LA LAVORAZIONE DEL COMPOSITO
Non c’è uno strumento “magico”, c’è piuttosto una strategia.

Per la modellazione del composito ci sono tre i fattori di fondamentale importanza:

1- La velocità di esecuzione; ricordiamo infatti che la luce, anche ambientale, influisce negativamente sul materiale composito in quanto dà inizio, quasi subito dopo l’esposizione, ad un processo di foto polimerizzazione del materiale stesso;

2- La manualità dell’odontoiatra nel modellare compattare e portare a termine l’operazione con i risultati attesi nel più breve tempo possibile;

3- La forma degli strumenti ed il loro numero, cioè quali e quanti strumenti è necessario impiegare per ottenere un risultato soddisfacente sia da un punto di vista clinico sia da un punto di vista estetico.

2.1 Strategia
I compositi sono molti, ve ne sono di più “morbidi” e di più “duri” tutti impiegati con successo su tutte classe di otturazione/ricostruzione.

Per quanto strano possa sembrare la migliore strategia di azione consiste nell’uso di strumenti “normali”, in acciaio, pochi nel numero e nelle forme.

I tre fattori Velocità, Manualità e Forma dello strumento, sono infatti conciliabili solo con l’impiego di un ridotto numero di strumenti che permetta una rapida scelta ed una facile modellazione e compattazione del materiale.

2.2 Numero e forma degli strumenti                                                                
I fabbricanti mettono a disposizione degli operatori odontoiatrici un numero elevato di strumenti di forma e materiali costruttivi diversi, nella realtà per poter lavorare efficacemente il composito sono sufficienti pochi strumenti ed ovviamente una buona esperienza.

La scelta di pochi strumenti permette non solo una confidenza elevata nell’uso ma anche tempi di scelta rapidi la dove il tempo sappiamo essere un elemento di rilevante importanza.

Il numero di strumenti si riduce quindi a soli 7 strumenti con una varietà in dimensioni e forme notevole.

1 strumento a spatola per l’applicazione e modellazione;
1 strumento a condensatore per la compattazione del materiale;
1 strumento a cono per la modellazione delle facce occlusali e margini o per la caratterizzazione delle facce labiali;
1 strumento a spatola per la separazione degli spazzi interprossimali;
1 strumento a sonda per la modellazione dei solchi o per la caratterizzazione;
a questi strumenti di per se già sufficienti aggiungiamo:

1 strumento a condensatore di dimensioni diverse dal primo;
1 strumento a lama per l’asportazione di materiale più resistente.

Con questi 7 strumenti potremmo sostenere che si può affrontare qualsiasi lavorazione con qualsiasi composito.

Nella tabella 2, in allegato, è comunque possibile vedere alcune altre punte che possono essere utilizzate in preferenza ad altre.

2.3 Tempo e durata
Per la lavorazione del composito si può utilizzare strumenti in acciaio inossidabile l’unica, ed inderogabile, regola da osservare è che gli strumenti devono essere riservati solo ed esclusivamente alla lavorazione del composito, inoltre, se già per tutti gli strumenti a mano sono da adottare particolari provvedimenti, per questi strumenti si dovrà utilizzare procedure di pulizia/disinfezione, sterilizzazione e conservazione separate da tutti gli altri.

Questo trattamento come dire “da gioiello” dovrà essergli riservato non tanto per il loro valore intrinseco, che è veramente scarso, ma per mantenere inalterate le loro caratteristiche funzionali dove l’integrità della forma e della superficie hanno il ruolo di maggior rilievo.

3. Le figure
Vediamo adesso a titolo esemplificativo ma non esaustivo alcune “figure” (Tabella 1) ed i suoi relativi impieghi; della tipologia rappresentata esistono diverse dimensioni e diverse varianti di forma.


Tabella 1


















4. Conslusioni

Per  la lavorazione del composito ci sono tre principali regole da seguire:
1 Velocità di esecuzione;
2 Manualità ovvero competenza di impiego del materiale;
3 Forma idonea degli strumenti e ridotto impiego del numero di strumenti.

Gli strumenti che si possono utilizzare sono anche gli strumenti di tipo “tradizionale” in acciaio purché questi vengano utilizzati correttamente e conservati in uno stato di manutenzione che i mantenga quasi inalterati nel tempo.


Allegati 1:
Tabella 2: altre forme di strumenti utilizzabili per le otturazioni e/o ricostruzioni in composito.



Tabella 2












 

















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