IL DISTINTIVO D’ONORE PER IL PERSONALE IN CONGEDO
DELLE FORZE ARMATE
Luca
Martinelli
Pubblicazione
del 15.03.2026
1.PREMESSA
Lo Stato Maggiore della Difesa ha
istituito, con atto[1] del 12.12.2025, il distintivo d’onore
per il personale in congedo delle forze armate.
In questi giorni si è spesso sentito
dire che il distintivo è una cosa inutile.
L’atto istitutivo non fornisce le
ragioni dell’istituzione del distintivo, si limita a dare informazioni potremmo
dire di tipo tecnico. L’assenza di informazioni specifiche che spiegano le
ragioni di tale istituzione è dovuta al fatto che l’atto è un foglio di
modifica (aggiornamento) del Cap.VII “Personale in congedo” dell’ SMD G 010
2019l’SMD – G – 010[2]
Vediamo di argomentare il significato di
questo distintivo.
2. RICONOSCIMENTO ISTITUZIONALE DEL
SERVIZIO ALLO STATO
Premettiamo che in molti paesi stranieri
esistono già da tempo dei simboli simili per gli ex militari (congedo), oltre
che per i veterani, e l’Italia era una delle poche nazioni a non avere un segno
distintivo di riconoscimento d’onore simbolico ufficiale per gli ex militari.
Uno
stato che chiede ai propri cittadini di servire la Patria deve anche saper
riconoscere quel servizio nel tempo e il distintivo ha sostanzialmente questo
scopo.
In Italia esisteva già un distintivo per
il personale appartenente alla categoria in congedo. La sua istituzione
recitava: Distintivo metallico smaltato, a forma di scudo sannitico che
comprende: una fascia di colore dorato che circonda lo scudo riportante i
colori della bandiera nazionale con in cuore la stella in argento, simbolo di
appartenenza all’Istituzione militare recante intorno due rami dorati di
quercia ed ulivo, simbolo del legame indissolubile ai valori della Repubblica.
Alla base è riportato l’acronimo dell’Associazione Combattentistica o d’Arma di appartenenza. Le dimensioni sono di 32 mm. x 25 mm.
Successivamente modificato come segue
A differenza del distintivo d’onore questo è più funzionale per le associazioni, mentre quello nuovo (distintivo d’onore) è un riconoscimento simbolico per tutti i congedati (interforze) eleggibili, indipendentemente dalla loro appartenena o meno a un associazione d’arma.
La differenza è poi
sostanziale perché il distintivo d’onore può essere indossato solo da chi si è
congedato con onore. Per appartenere a un associazione, e quindi indossare il
distintivo tricolore con la stella, il congedo con onore non è un requisito richiesto.
3. RAFFORZAMENTO DEL LEGAME TRA FORZE
ARMATE E SOCIETÀ CIVILE
Uno degli scopi di questo distintivo è
quello di mantenere il legame tra chi ha servito e le istituzioni militari.
Il distintivo ricorda che il servizio
militare non termina con il congedo sul piano dei valori, rafforza la comunità
dei militari in congedo, mantiene visibile nella società il patrimonio di
valori militari.
Chi ha servito da militare lo Stato
resta parte della comunità della Difesa anche dopo il congedo.
In particolare, giova
ricordare che anche il militare in congedo assoluto conserva il grado e l'onore
dell'uniforme, che può essere indossata in base alle disposizioni di ciascuna
Forza Armata o del Corpo della Guardia di finanza, ed è soggetto alle
disposizioni di legge riflettenti il grado e la disciplina[3]. Dire, come spesso sì sente, ex
generale, o ex caporale, è errato; il grado rimane, quindi si è un generale, o
caporale, in congedo ma non ex.
4. VALORIZZAZIONE DEL
SERVIZIO DI LEVA (MEMORIA CIVICA)
Milioni di italiani hanno fatto il
servizio di leva obbligatoria. Il servizio di leva indubbiamente aveva le sue
“complicazioni” e non tutti hanno svolto una leva “tranquilla” specie per chi
era in reparti operativi come, ad esempio, la Folgore paracadutisti o la
Folgore meccanizzata[4]. Di fatto, a prescindere dal servizio
svolto, chi è stato un militare anche solo di leva ha servito in armi lo stato.
Il distintivo, quindi, riconosce questa
esperienza collettiva, preserva la memoria storica, e civica, di un’istituzione
che ha formato generazioni. La leva non era solo addestramento militare ma
anche una scuola di cittadinanza e responsabilità nazionale.
5. CONTINUITÀ CON LA TRADIZIONE MILITARE
Esistono nel corso della storia italiana
molti distintivi, e decorazioni, che non premiano solo azioni speciali o atti
eroici ma riconoscono l’appartenenza e il servizio svolto. I simboli militari costituiscono, identità,
memoria e tradizione.
Nel dopo guerra, ad esempio, sono stati
istituiti simboli come le medaglie d’onore per gli internati militari (IMI) nei
lager[5], per il personale in congedo che aveva
servito nelle forze armate, quello di volontario della libertà (per i
partigiani), di mutilato in servizio, distintivi di commemorazione di
operazioni militari ecc.
6. RICONOSCIMENTO DEMOCRATICO E
INCLUSIVO
Si noti poi che i distintivi, d’onore di
commemorazione ecc., possono essere concessi a tutti, non è un atto riservato
ad esempio agli ufficiali o a una carriera militare.
Questi sono previsti per i militari
volontari, per i professionisti e anche per i militari di leva.
Nel caso particolare di questo
distintivo è giusto esaltarne il carattere democratico che riconosce, e mette
allo stesso livello, sia il generale sia il soldato semplice.
Il distintivo non è un oggetto inutile:
è un riconoscimento istituzionale, uno strumento di memoria nazionale, un segno
di appartenenza e un modo per mantenere vivo il legame tra cittadini e Forze
Armate.
7.CHI PUO’ INDOSSARE IL DISTINTIVO
Come abbiamo detto milioni di italiani
hanno fatto il servizio di leva obbligatoria. Così come molti negli anni hanno
svolto il servizio di ferma. Molti hanno preferito l’obiezione di coscienza,
molti altri sono stati riformati, altri, purtroppo, hanno subito pesanti
provvedimenti disciplinari se non addirittura la reclusione.
Solo chi è stato militare congedato “con
onore” ha diritto a fregiarsi del distintivo.
In conclusione, può indossare il
distintivo, oltre ai congedati “di firma”, chi abbia svolto il servizio di
leva/complemento e gli ex allievi delle scuole militari. È consentito anche
sull’abito borghese[6]
Ad oggi sono in corso approfondimenti
per dirimere dubbi interpretativi della norma sull’utilizzo del distintivo
anche sulle divise sociali.
8.SIGNIFICATO “ARALDICO” DEL DISTINTIVO
L’atto istitutivo fornisce anche una
interpretazione simbolica complessiva:
Continuità dell’unione e la forza del
servizio verso la Patria, sotto la tutela della Repubblica e della sua
sovranità.
Si applica con spilla metallica sulla
parte sinistra della giacca, al di sopra dei nastrini e delle decorazioni. Ha
titolo all’uso del distintivo il Personale delle Forze Armate in congedo (non
in temporanea attività di servizio) e diventa obbligatorio qualora si indossi
l’uniforme.
L’interpretazione simbolica degli
elementi simbolici che costituiscono il distintivo, che misura 80x25mm, è la
seguente.
-Cordoni:
I tre cordoni intrecciati, uno oro, uno
argento e uno nei colori del tricolore italiano, rappresentano unità e
cooperazione tra valori differenti (ricchezza, purezza e patriottismo). Il loro
intreccio indica fora, continuità e coesione: nessuno di questi elementi vuole
prevalere sull’altro né coprire i colori dell’uniforme, tutti concorrono
all’armonia complessiva;
-Stella centrale in argento:
è la Stella d’Italia, simbolo più antico
dello Stato italiano, presente sul fregio militare e sull’emblema della
repubblica;
-Corona turrita.
È la corona murale turrita, tipica dei
simboli della Repubblica Italiana. Simboleggia autonomia, sovranità e difesa
della patria.
9.CONCLUSIONI
1-Il distintivo d'onore per il personale
delle Forze Armate in congedo è stato istituito il 12 dicembre 2025 dallo Stato
Maggiore della Difesa con l'aggiornamento al regolamento SMD-G-010, come
riconoscimento simbolico per i militari collocati in congedo ai sensi del
D.Lgs. 66/2010 senza demerito, completando il quadro normativo già
presente nell'edizione 2019.
2-Rappresenta un passo verso la chiarezza normativa e la valorizzazione del personale post-servizio, distinguendolo nettamente dal distintivo generico e simboleggiando continuità istituzionale e patriottismo.
3-Riafferma che l'appartenenza alle Forze Armate persiste oltre la carriera attiva, promuovendo rispetto e riconoscibilità.
In sintesi, consolida l'identità militare in congedo, elevandone il profilo simbolico nel quadro del Codice dell'Ordinamento Militare.
10.BIBLIOGRAFIA
1-Stato
maggiore della Difesa – Atto istitutivo – distintivo d’onore per il personale
in congedo – prot. M_D A0D32CC REG2025 0236359 12-12-2025;
2-Stato maggiore della Difesa V Reparto affari generali – Nota del 10.02.2026 indirizzata a Assoarma e pc alla Direzione generale per il Personale Militare - Prot. M_D A0D32CC REG2026 0019328 10-02-2026;
3-Modifica del Cap.VII “Personale in congedo” della SMD G 010 2019;
4-Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 66 Codice dell'ordinamento militare.
note: Entrata in vigore del
provvedimento: 9/10/2010 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il
28/02/2026).
[1]
Stato maggiore della Difesa – Atto istitutivo – distintivo d’onore per il
personale in congedo – prot. M_D A0D32CC REG2025 0236359 12-12-2025.
[2] STATO MAGGIORE DELLA DIFESA V REPARTO
AFFARI GENERALI regolamento per la disciplina delle uniformi edizione 2019.
[3]Art.
880 (Categorie di personale in congedo) del Codice dell’Ordinamento Militare -
Dlgs n. 66, 20210 - Capo II - Posizioni di stato giuridico - Sezione I -
Disposizioni Generali.
[4] La Divisione Meccanizzata Folgore è stata
sciolta il 31 ottobre 1986.
[5] Soldati italiani disarmati e catturati dai
tedeschi dopo l'armistizio, non riconosciuti come prigionieri di guerra per
negare loro le tutele delle Convenzioni di Ginevra del 1929 e delle tutele
della Croce Rossa.
[6] Nota dello Stato maggiore della Difesa V Reparto affari generali del 10.02.2026 indirizzata a Assoarma e pc alla Direzione generale per il Personale Militare - Prot. M_D A0D32CC REG2026 0019328 10-02-2026.



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