venerdì 12 luglio 2024

 MARKETING E CONFORMITÀ DEI DISPOSITIVI MEDICI

Comunicazione - Pubblicità e materiale Promozionale

MARKETING AND COMPLIANCE OF MEDICAL DEVICES

Communication - Advertising and promotional material

Luca Martinelli

Pubblicazione del 26.06.2024

Publication dated 06.26.2024

1.PREMESSA

Lo scopo di questa pubblicazione è quello di comprendere che rapporto c’è fra il regolamento dispositivi medici e il marketing.

Il marketing possiamo dire essere una scienza, relativamente giovane, che studia il mercato. Muove i primi passi durante la rivoluzione industriale per arrivare attraverso le sue ere di sviluppo (era del prodotto, era delle vendite, era del mercato, era postmoderna) fino all’era del digitale dei nostri tempi. La sua gestione veniva indicata da Philip Kotler, ritenuto il padre del moderno “marketing management”, così: La gestione del marketing è l’arte e la scienza di scegliere i mercati obiettivo e di conquistare, mantenere e aumentare il numero dei clienti con la creazione, la presentazione e l’erogazione di un valore superiore per il cliente.

Nel nostro caso è coinvolta quella parte del marketing che si occupa di comunicazione e pubblicità.

1. INTRODUCTION

The purpose of this publication is to understand the relationship between the medical device regulation and marketing.

We can say that marketing is a relatively young science that studies the market. It takes its first steps during the industrial revolution to arrive through its eras of development (product era, sales era, market era, postmodern era) until at the digital era of our times. Its management was indicated by Philip Kotler, considered the father of modern "marketing management", as follows: Marketing management is the art and science of choosing target markets and conquering, maintaining and increasing the number of customers with the creating, presenting and delivering superior customer value.

In our case, that part of marketing that deals with communication and advertising is involved.

2.COME SI LEGA IL MARKETING ALLA CONFORMITÀ DEI DISPOSITIVI MEDICI

I dispositivi medici sono regolati dal REGOLAMENTO (UE) 2017/745 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 aprile 2017 relativo ai dispositivi medici, che modifica la direttiva 2001/83/CE, il regolamento (CE) n. 178/2002 e il regolamento (CE) n. 1223/2009 e che abroga le direttive 90/385/CEE e 93/42/CEE del Consiglio.

Possiamo dire che le pratiche commerciali rientrano nel marketing.

Per “pratica commerciale” si intende qualsiasi azione, omissione, condotta, dichiarazione o comunicazione commerciale, ivi compresa la pubblicità diffusa con ogni mezzo (incluso il direct marketing e la confezione dei prodotti) e il marketing che un professionista pone in essere in relazione alla promozione, alla vendita o alla fornitura di beni o servizi ai consumatori.

Il su citato regolamento Dispositivi Medici rappresenta il provvedimento amministrativo che per la prima volta, in ambito dispositivi medici, regola alcuni aspetti relativi all’attività promozionale e pubblicità dei dispositivi medici.

Partiamo dall’articolo 5 del regolamento (Immissione sul mercato e messa in servizio), il punto 1 indica:

Un dispositivo può essere immesso sul mercato o messo in servizio solo se è conforme al presente regolamento qualora sia debitamente fornito e correttamente installato, oggetto di un'adeguata manutenzione e utilizzato conformemente alla sua destinazione d'uso. 

Il nesso con il marketing non è immediatamente comprensibile, ma se andiamo a leggere l’articolo 7, che si riferisce alle dichiarazioni rilasciate dal fabbricante (ovvero l’azienda venditrice) vediamo tutto in maniera molto più chiara: 

Art. 7 Dichiarazioni 

Nell'etichettatura, nelle istruzioni per l'uso, nella messa a disposizione, nella messa in servizio e nella pubblicità dei dispositivi è proibito il ricorso a testi, denominazioni, marchi, immagini e segni figurativi o di altro tipo che potrebbero indurre l'utilizzatore o il paziente in errore per quanto riguarda la destinazione d'uso, la sicurezza e le prestazioni del

dispositivo:

a) attribuendo al dispositivo funzioni e proprietà di cui è privo;

b) creando impressioni errate riguardo al trattamento o alla diagnosi, a

funzioni o a proprietà di cui il dispositivo è privo;

c) omettendo di informare l'utilizzatore o il paziente circa un rischio potenziale associato all'uso del dispositivo secondo la sua destinazione d'uso;

d) proponendo usi del dispositivo diversi da quelli dichiarati parte della destinazione d'uso per cui è stata svolta la valutazione della conformità.

Questo significa che se si compiono azioni che non rispettano l’articolo 7 il dispositivo medico non è conforme al regolamento.

Abbiamo visto che l’articolo 5 vieta l’immissione sul mercato e la messa in servizio di dispositivi medici non conformi.

Ecco, quindi, il legame fra art. 5, art. 7 e il marketing che si occupa di comunicazione e pubblicità.

È da ricordare che al Regolamento si aggiungono le disposizioni dell’Art. 26 “Pubblicità” del Decreto Italiano attuativo del regolamento europeo (DECRETO LEGISLATIVO 5 agosto 2022, n. 137. Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/745 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2017, relativo ai dispositivi medici, che modifica la direttiva 2001/83/CE, il regolamento (CE) n. 178/2002 e il regolamento (CE) n. 1223/2009 e che abroga le direttive 90/385/CEE e 93/42/CEE del Consiglio, nonché per l’adeguamento alle disposizioni del regolamento (UE) 2020/561 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica il regolamento (UE) 2017/745 relativo ai dispositivi medici, per quanto riguarda le date di applicazione di alcune delle sue disposizioni ai sensi dell’articolo 15 della legge 22 aprile 2021, n. 53).

2.HOW MARKETING IS LINKED TO THE CONFORMITY OF MEDICAL DEVICES

Medical devices are regulated by REGULATION (EU) 2017/745 OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL of 5 April 2017 relating to medical devices, which amends Directive 2001/83/EC, Regulation (EC) No. 178/2002 and Regulation (EC) no. 1223/2009 and repealing Council Directives 90/385/EEC and 93/42/EEC.

We can say that business practices fall under marketing.

“Commercial practice” means any action, omission, conduct, statement or commercial communication, including advertising disseminated by any means (including direct marketing and product packaging) and marketing, which a professional carries out in relation to the promotion, sale or provision of goods or services to consumers.

The aforementioned Medical Devices Regulation represents the administrative provision which for the first time, in the field of medical devices, regulates some aspects relating to the promotional and advertising activity of medical devices.

Let's start from article 5 of the regulation (Placing on the market and putting into service), point 1 indicates:

A device may only be placed on the market or put into service if it complies with this Regulation if it is duly supplied and correctly installed, properly maintained and used in accordance with its intended use.

The connection with marketing is not immediately understandable, but if we read article 7, which refers to the declarations made by the manufacturer (i.e. the selling company), we see everything much more clearly:

Art. 7 Declarations

In the labelling, instructions for use, provision, commissioning and advertising of the devices, the use of texts, names, brands, images and figurative or other signs which could mislead the user is prohibited. or the patient in error regarding the intended use, safety and performance of the

device:

a) attributing to the device functions and properties that it lacks;

b) creating incorrect impressions regarding treatment or diagnosis, a

functions or properties that the device lacks;

c) failing to inform the user or patient about a potential risk associated with the use of the device according to its intended use;

d) proposing uses of the device other than those declared as part of the intended use for which the conformity assessment was carried out.

This means that if actions are carried out that do not comply with article 7, the medical device does not comply with the regulation.

We have seen that Article 5 prohibits the placing on the market and putting into service of non-compliant medical devices.

Here, therefore, is the link between art. 5, art. 7 and marketing which deals with communication and advertising.

It should be remembered that the provisions of the Art are added to the Regulation. 26 "Advertising" of the Italian Decree implementing the European regulation (LEGISLATIVE DECREE 5 August 2022, n. 137. Provisions for the adaptation of national legislation to the provisions of Regulation (EU) 2017/745 of the European Parliament and of the Council, of 5 April 2017, relating to medical devices, amending Directive 2001/83/EC, Regulation (EC) No. 178/2002 and Regulation (EC) No. 1223/2009 and repealing Directives 90/385/EEC and 93 /42/EEC of the Council, as well as for the adaptation to the provisions of Regulation (EU) 2020/561 of the European Parliament and of the Council of 23 April 2020, amending Regulation (EU) 2017/745 relating to medical devices, for regarding the dates of application of some of its provisions pursuant to article 15 of law 22 April 2021, no. 53).

3.LA COMUNICAZIONE AZIENDALE VERSO L’ESTERNO

Le comunicazioni verso l’esterno sono dichiarazioni del fabbricante sul prodotto.

Indicare proprietà o vantaggi (vantaggi clinici, usabilità, rischio, proprietà meccaniche o chimiche ecc.) che non sono stati validati in sede di regolatorio quindi valutati e validati all’interno della documentazione tecnica del dispositivo medico, o comunque in mancanza di documentazione a supporto, non è possibile.

Nella comunicazione su depliant, cataloghi, mail, sito web, social ecc. si dovrà fare molta attenzione a ciò che si comunica.

Se consideriamo infatti quanto indicato nel regolamento, possiamo ragionevolmente sostenere che il materiale promozionale è equiparato alle istruzioni d’uso. 

Guardando la definizione di difetto (Art. 2 Definizioni) vediamo che oggi il concetto di difettosità si estende oltre il prodotto in sé per sé:

«difetto di un dispositivo»: qualsiasi carenza a livello dell'identità, della qualità, della durabilità, dell'affidabilità, della sicurezza o della prestazione di un dispositivo oggetto di indagine, compresi il cattivo funzionamento, gli errori d'uso o l'inadeguatezza delle informazioni fornite dal fabbricante.

Quindi l’inadeguatezza delle informazioni fornite dal fabbricante, intese anche in forma estensiva e non limitatamente alle informazioni per l’uso, sono possibili fonti di non conformità del prodotto se non addirittura di difettosità del prodotto stesso.

In altre parole possiamo dire che nel regolamento c’è il divieto di promozione, e ovviamente di utilizzo, “fuori dell’etichetta” cioè fuori dalle sue indicazioni compresa la destinazione d’uso in essa indicata.

3.COMPANY COMMUNICATION OUTSIDE

External communications are manufacturer declarations about the product.

Indicate properties or advantages (clinical advantages, usability, risk, mechanical or chemical properties, etc.) that have not been validated by the regulator, therefore evaluated and validated within the technical documentation of the medical device, or in any case in the absence of documentation to support is not possible.

In communication on brochures, catalogues, emails, websites, social networks, etc. you will have to be very careful about what you communicate.

In fact, if we consider what is indicated in the regulation, we can reasonably argue that the promotional material is equivalent to the instructions for use.

Looking at the definition of defect (Art. 2 Definitions) we see that today the concept of defectiveness extends beyond the product itself:

'device defect' means any deficiency in the identity, quality, durability, reliability, safety or performance of a device under investigation, including malfunction, errors in use or inadequacy of the information provided by the manufacturer.

Therefore the inadequacy of the information provided by the manufacturer, also understood in an extensive form and not limited to information for use, are possible sources of non-conformity of the product or even defects of the product itself.

In other words we can say that in the regulation there is a ban on promotion, and obviously use, "off the label", i.e. outside its indications including the intended use indicated therein.

3.1. Il Team Responsabile della comunicazione

Con regole sempre più stringenti e sempre più complesse l’aspetto della comunicazione in generale è un processo che non può più essere riservato a chi si occupa di esclusivamente marketing, nel team responsabile della comunicazione dovrà necessariamente intervenire l’esperto di regolatorio che è colui che è in grado di rilevare contenuti che, a seguito di comunicazioni errate, potrebbero rendere il dispositivo medico non conforme.

Non si dimentichi che anche a livello di Audit di certificazione, sia per la certificazione cogente (Marcatura CE) sia per la certificazione volontaria (ISO), gli auditor visitano i siti aziendali, visionano il materiale pubblicitario e le comunicazioni verso l’esterno proprio per verificarne la conformità al regolamento e che gli stessi contenuti delle comunicazione sono soggetti anche a verifica del Ministero della Salute o ad esempio dei Carabinieri del N.A.S. (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità).

In proposito ricordiamo che le aziende hanno l’obbligo di avere al suo interno una Persona Responsabile del Rispetto della Normativa (Art. 15 del Regolamento) che non solo è la persona che fra i requisiti ha quello di essere persona con esperienza professionale nel campo della regolamentazione, o dei sistemi di gestione della qualità relativi ai dispositivi medici, ma è anche colui che ha la responsabilità di vigilare sulla conformità dei dispositivi medici fabbricati dall’azienda ovvero, di conseguenza, di vigilare anche sulla comunicazione aziendale poiché può influire sulla conformità del prodotto.

3.1. The Communication Team

With increasingly stringent and increasingly complex rules, the aspect of communication in general is a process that can no longer be reserved exclusively for those involved in marketing; the regulatory expert who is the one in charge will necessarily have to intervene in the team responsible for communication. able to detect content which, following incorrect communications, could make the medical device non-compliant.

Don't forget that even at the certification audit level, both for mandatory certification (CE marking) and for voluntary certification (ISO), auditors visit company sites, view advertising material and external communications, precisely to verify compliance with the regulation and that the same contents of the communication are also subject to verification by the Ministry of Health or for example by the Carabinieri of the N.A.S. (Anti-adulteration and Healthcare Unit).

In this regard, we remind you that companies are obliged to have within them a Person Responsible for Compliance with the Regulations (Article 15 of the Regulation) who is not only the person whose requirements include that of being a person with professional experience in the field of regulation, or quality management systems relating to medical devices, but is also the one who has the responsibility to supervise the compliance of the medical devices manufactured by the company or, consequently, to also supervise corporate communication since it can influence the compliance of the product.

3.2. Le comunicazioni dell’agente di commercio

Gli obblighi dell’agente di commercio sono stabiliti dall’Art. 1746 del Codice Civile (Libro Quarto –Titolo III -Capo X “Del Contratto di Agenzia”).

Fra questi, non esplicitamente indicati nell’articolo ma sottointesi, c’è sicuramente quello di fornire informazioni (generiche e specifiche), svolgere attività promozionale e attenersi alle istruzioni del preponente.

L’agente deve essere quindi informato e formato (a prescindere da chi eroga la formazione) sui prodotti che promuove. Oggi un dispositivo medico non è solo il prodotto ma anche tutto quello che contribuisce a renderlo conforme come le istruzioni per l’uso, l’etichetta, le comunicazioni eseguite tramite depliant, cataloghi web ecc. 

Se per le comunicazioni preparate dal team marketing il responsabile è il fabbricante, per quelle rese dall’agente di commercio al compratore il responsabile è egli stesso. Sarà allora anche suo interesse diretto premurarsi di verificare la veridicità delle dichiarazioni rilasciate, sotto ogni forma, dal fabbricante e fare particolare attenzione alle proprie. Questo vale a sua volta anche per le dichiarazioni e il materiale, aziendale istituzionale del fabbricante o direttamente preparate dall’agente, che fornirà ad esempio ai suoi sub agenti. La conoscenza del prodotto, quindi, non può prescindere dalla conoscenza anche del regolamento dispositivi medici almeno per le parti di competenza.

Si noti per altro che la non veridicità dei contenuti “pubblicitari” potrebbe rendere nullo il contratto con il cliente. È quindi importante che l’agente, ovvero l’azienda, ponga rilevante attenzione, in particolare, alla trasparenza, alla veridicità, ed anche alla dimostrabilità a posteriori delle informazioni veicolate.

3.2. Communications from the commercial agent

The obligations of the commercial agent are established by Art. 1746 of the Civil Code (Book Four - Title III - Chapter X "Of the Agency Contract").

Among these, not explicitly indicated in the article but implied, there is certainly that of providing information (generic and specific), carrying out promotional activities and following the instructions of the principal.

The agent must therefore be informed and trained (regardless of who provides the training) on the products he promotes. Today a medical device is not just the product but also everything that contributes to making it compliant such as instructions for use, label, communications via brochures, web catalogues, etc.

If the manufacturer is responsible for communications prepared by the marketing team, for those sent by the sales agent to the buyer he is himself responsible. It will then also be in your direct interest to take care to verify the truthfulness of the declarations issued, in every form, by the manufacturer and to pay particular attention to your own. This in turn also applies to the declarations and material, corporate and institutional of the manufacturer or directly prepared by the agent, which he will provide for example to his sub-agents. Knowledge of the product, therefore, cannot ignore knowledge of the medical devices regulation at least for the relevant parts.

Please also note that the untruthfulness of the "advertising" contents could void the contract with the customer. It is therefore important that the agent, i.e. the company, pays significant attention, in particular, to transparency, truthfulness, and also the subsequent demonstrability of the information conveyed.

3.3. Altre figure

Le responsabilità del fabbricante, oltre a quelle relative alla comunicazione, sono chiaramente indicate nel regolamento.  Anche l’agente di commercio può avere delle responsabilità.

Altre figure coinvolte nella catena di immissione sul mercato dei dispositivi medici con diverse responsabilità, fermo restando le responsabilità sulle dichiarazioni (e comunicazioni) non veritiere o fuorvianti, sono:

-Il terzista

Anche se non appone il suo marchio commerciale sul prodotto, e non si occupa della sua commercializzazione, è comunque il produttore della materia prima ai sensi del codice del consumo;

-Il mandatario 

È ritenuto responsabile in solido con il fabbricante;

-L’importatore 

Rientra fra i soggetti che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha ritenuto esplicitamente responsabili;

-Il distributore 

In questo caso solo se non comunica, entro tre mesi dopo la richiesta del consumatore o la ricezione dell’atto di citazione, i dati del Fabbricante (Nome indirizzo ecc);

-Il ricondizionatore 

In regolamento considera il ricondizionatore come un fabbricante.

3.3.Other figures

The manufacturer's responsibilities, in addition to those relating to communication, are clearly indicated in the regulation. The sales agent may also have responsibilities.

Other figures involved in the chain of placing medical devices on the market with different responsibilities, without prejudice to the responsibilities for untruthful or misleading declarations (and communications), are:

-The contractor

Even if he does not affix his trademark to the product, and is not involved in its marketing, he is still the producer of the raw material pursuant to the consumer code;

-The agent

He is held jointly and severally liable with the manufacturer;

-The importer

It is among the subjects that the Court of Justice of the European Union has held explicitly responsible;

-The dealer

In this case only if he does not communicate, within three months after the consumer's request or receipt of the summons, the Manufacturer's data (name, address, etc.);

-The reconditioner

The regulation considers the reconditioner as a manufacturer.

3.4. Codice del consumo

Giusto per completare la sintesi di questo quadro, il codice del consumo (DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2005, n. 206 Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229) stabilisce che la sicurezza, la composizione e la qualità dei prodotti devono essere comunicate in modo chiaro tale “da assicurare la consapevolezza del consumatore” e vieta naturalmente la pubblicità ingannevole, intesa come qualsiasi forma di pubblicità che possa indurre in errore i consumatori condizionandone le scelte con dichiarazioni, presentazioni e immagini del prodotto false o ambigue relativamente alle caratteristiche e agli effetti degli stessi. 

Anche le informazioni commerciali incomplete si configurano come pubblicità ingannevole.

3.4. Consumer Code

Just to complete the summary of this picture, the consumer code (LEGISLATIVE DECREE 6 September 2005, n. 206 Consumer Code, pursuant to article 7 of law 29 July 2003, n. 229) establishes that the safety, composition and the quality of the products must be communicated clearly so as to "ensure consumer awareness" and naturally prohibits misleading advertising, understood as any form of advertising that can mislead consumers by influencing their choices with declarations, presentations and images of the product that is false or ambiguous regarding its characteristics and effects.

Incomplete commercial information also constitutes misleading advertising.

3.5. Il caso “mascherina”

Forse uno dei casi più conosciuti in Italia, poiché la notizia è comparsa su giornali e TV nazionali ed è stata oggetto di programmi televisivi d’inchiesta, è il caso di una nota marca fabbricante di mascherine la quale è stata oggetto di sequestro e ritiro dal mercato, indagini, contenziosi e di una multa di 450.000€ da parte dell’antitrust.

Si trattava di una mascherina registrata presso il Ministero della Salute come dispositivo di classe I (Quindi dispositivo medico).

Il TAR motiva la sentenza indicando che veniva indicata una maggiore efficacia di queste mascherine rispetto alla media dei dispositivi riconosciuti come altamente protettivi, addirittura equiparabile a quella dei dispositivi di protezione individuale con capacità filtrante FFP3. In pratica si era indotto indebitamente il consumatore all’acquisto del prodotto reclamizzato, le cui qualità vantate non erano in realtà debitamente comprovate.

In altre parole, a ragione o a torto, la comunicazione verso l’esterno è stata completamente errata. Questa ha così provocato conseguenze molto gravi quali un ingente danno economico all’azienda, un contenzioso legale, che in qualche modo troverà il suo esito, ma anche un enorme danno d’immagine.

3.5.The "face mask" case

Perhaps one of the best-known cases in Italy, since the news appeared in national newspapers and TV and was the subject of investigative television programmes, is the case of a well-known manufacturer of masks which was seized and withdrawn from market, investigations, disputes and a fine of €450,000 by the antitrust.

It was a mask registered with the Ministry of Health as a class I device (therefore a medical device).

The TAR motivates the sentence by indicating that a greater effectiveness of these masks was indicated compared to the average of devices recognized as highly protective, even comparable to that of personal protective devices with FFP3 filtering capacity. In practice, the consumer was unduly induced to purchase the advertised product, whose boasted qualities were not in reality duly proven.

In other words, rightly or wrongly, external communication was completely incorrect. This has thus caused very serious consequences such as huge economic damage to the company, a legal dispute, which will somehow find its outcome, but also enormous damage to its image.

4.CONCLUSIONI

-Il regolamento dispositivi medici MDR 2017/745 indica che nell'etichettatura, nelle istruzioni per l'uso, nella messa a disposizione, nella messa in servizio e nella pubblicità dei dispositivi è proibito il ricorso a testi, denominazioni, marchi, immagini e segni figurativi o di altro tipo che potrebbero indurre l'utilizzatore o il paziente in errore per quanto riguarda la destinazione d'uso, la sicurezza e le prestazioni del dispositivo;

-Il team marketing e comunicazione prima di emettere informazioni e materiale promozionale deve accertarsi che le informazioni siano fedeli e veritiere ovvero approvate da un punto di vista regolatorio.

-Nella realizzazione di informazioni per la promozione dei dispositivi mediante depliant, cataloghi, schede informative, sito web, social, dichiarazioni rilasciate dagli agenti ecc. non sempre è facile individuare quali sono le informazioni potenzialmente non conformi che non devono essere utilizzate. Per questo sarebbe opportuno che il team marketing si confronti sempre con gli esperti aziendali del regolatorio dispositivi medici prima di emettere informazioni.

4.CONCLUSIONS

-The medical device regulation MDR 2017/745 indicates that the use of texts, names, brands, images and signs is prohibited in the labelling, instructions for use, making available, putting into service and advertising of the devices figurative or otherwise that could mislead the user or patient regarding the intended use, safety and performance of the device;

-Before issuing information and promotional material, the marketing and communications team must ensure that the information is faithful and truthful or approved from a regulatory point of view.

-In the creation of information for the promotion of the devices through brochures, catalogues, information sheets, website, social networks, statements issued by agents, etc. It is not always easy to identify potentially non-compliant information that should not be used. For this reason, it would be advisable for the marketing team to always consult with company experts from the medical devices regulator before issuing information.


5.BIBLIOGRAFIA BIBLIOGRAPHY

1-REGOLAMENTO (UE) 2017/745 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 aprile 2017 relativo ai dispositivi medici, che modifica la direttiva 2001/83/CE, il regolamento (CE) n. 178/2002 e il regolamento (CE) n. 1223/2009 e che abroga le direttive 90/385/CEE e 93/42/CEE del Consiglio;

2-DECRETO LEGISLATIVO 5 agosto 2022, n. 137. Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/745 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2017, relativo ai dispositivi medici, che modifica la direttiva 2001/83/CE, il regolamento (CE) n. 178/2002 e il regolamento (CE) n. 1223/2009 e che abroga le direttive 90/385/CEE e 93/42/CEE del Consiglio, nonché per l’adeguamento alle disposizioni del regolamento (UE) 2020/561 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica il regolamento (UE) 2017/745 relativo ai dispositivi medici, per quanto riguarda le date di applicazione di alcune delle sue disposizioni ai sensi dell’articolo 15 della legge 22 aprile 2021, n. 53);

3-Il marketing dalla A alla Z. Gli 80 concetti indispensabili per ogni manager - Philip Kotler – I Sole 24 ore 2010;

4-Le pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori e delle micro-imprese – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – (dall’URL originale: https://www.agcm.it/competenze/tutela-del-consumatore/pratiche-commerciali-scorrette/) Archiviato il 26.06.2024;

5- Le tipologie di responsabilità (civile) nella commercializzazione dei dispositivi medici difettosi – Gaspare Castelli (Studio Legale Stefanelli & Stefanelli) – 16.02.2023 (Dall’URL originale: https://www.studiolegalestefanelli.it/it/approfondimenti/le-tipologie-di-responsabilita-civile-nella-commercializzazione-dei-dispositivi-medici-difettosi/) Archiviato il 16.02.2023;

6- DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2005, n. 206 Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229;

7- Le informazioni commerciali incomplete come pubblicità ingannevole - Giuseppe Davide Giagnotti - Diritto e giustizia Il quotidiano di informazione giuridica –10.06.20219 (Dall’URL originale https://www.dirittoegiustizia.it/#/documentDetail/9177249) Archiviato il 26.06.2024;

8-La pubblicità ingannevole tra giudice ordinario, autorità garante della concorrenza e del mercato e giurì di autodisciplina pubblicitaria - Adamo Giovanni, Marchetti Francesca , Pesce Gian Maria, Strangio Rossella,Taglienti Marialisa – Diritto.it – 12.01.2012 - ISSN 1127-8579.

domenica 16 giugno 2024

ELEMENTI MINIMI DI ORGANIZZAZIONE AZIENDALE E SISTEMI DI GESTIONE PER LA QUALITA’

 ELEMENTI MINIMI DI ORGANIZZAZIONE AZIENDALE 

E SISTEMI DI GESTIONE PER LA QUALITA’

Luca Martinelli

Pubblicazione del 16.06.2024


1-PREMESSA

I sistemi di organizzazione e gestione aziendale rientrano nella disciplina di economia aziendale ovvero quella branca di scienze economiche che studia gli aspetti amministrativi, organizzativi e gestionali delle aziende. 

È facilmente comprensibile che un argomento così vasto, così importante, che ha bisogno di studio e approfondimento e sul quale esiste una cospicua letteratura, non si può certo sviscerare in poche pagine di estrema sintesi.

Tuttavia, alcuni argomenti sembrano completamente sconosciuti anche a molti imprenditori. Lo scopo di questa pubblicazione è quindi quello di stimolare i non addetti ai lavori e i meno esperti ad approfondire questa complessa e articolata ma utilissima materia.

2-I PROCESSI AZIENDALI

Le organizzazioni funzionano mediante lo svolgimento di processi e cicli aziendali finalizzati al raggiungimento di un profitto.

Un processo, in termini di Sistemi di Gestione per la Qualità, è un insieme di qualità correlate o interagenti che utilizzano un input per raggiungere consegnare un risultato atteso (Definizione secondo la norma ISO 9000:2015).

In termini meno ermetici significa un insieme di attività, correlate o interagenti, che trasformano elementi in entrata in elementi in uscita.

Esempio di processo:

Es.

>Una materia prima (Input) può diventare un prodotto, un componente di un altro prodotto, o a sua volta un’altra materia prima (Output). Es. Acciaio (input) può diventare una materia prima avanzata come acciaio trasformato in barre o in lamine ecc. per un altro tipo di lavorazione (Output);
>Informazioni contenenti dati grezzi, (input), Es. analisi statistiche, possono essere elaborate così da fornire altri dati di livello superiore;
>Documenti che vengono elaborati/trasformati (Input) forniscono documenti più precisi o con nuove conclusioni e/o nuove informazioni (Output);
>Un componente di un prodotto (input) può servire per la produzione di un prodotto o di un altro componente più complesso (Output).
>Persone senza competenze, o con un certo livello di competenze, (Input) dopo un processo di trasformazione (formazione) divengo persone che hanno acquisito nuove competenze (Output) e possono quindi svolgere nuovi compiti.

Schema di un processo industriale secondo il criterio delle 4M (Material, Metod, Machine, Man):

I processi aziendali si possono poi dividere in due grandi famiglie; processi primari e processi secondari.

2.1-Processi primari
Sono quei processi che creano direttamente un valore riconosciuto dal cliente esterno e le loro prestazioni operative (costi, qualità e tempi) ne influenzano direttamente il livello di soddisfazione.
Alcuni esempi di attività di un processo primario:
-Progettazione;
-Approvvigionamento materie prime sui mercati nazionali e internazionali;
-Processo commerciale, contatti clienti e raccolta ordini;
-Gestione commesse, dalla ricezione ordini alla consegna;
-Gestione dei flussi fisici e informativi tra l’azienda e la rete dei sub-fornitori

2.2-Processi di supporto
Sono quei processi necessari alla gestione dei processi primari ma che non creano di per sé un valore riconosciuto dal cliente esterno. Il loro cliente è generalmente interno, sono fonte di costi e solo indirettamente di benefici e, come tali sono spesso un male necessario.
Alcuni esempi di attività di un processo di supporto:
-Analisi competitiva sui trend di mercato e della concorrenza, innovazioni tecnologiche ecc.;
-Certificazione di qualità, ambientale, sociale, sicurezza ecc.;
-Gestione del personale e delle spese generali;
-Attività di manutenzione e servizi generali;
-Gestione finanziaria e rapporti con le banche.

3-I CICLI AZIENDALI
L’attuazione e lo svolgimento dei processi primario e di supporto si articola su tre cicli principali:
1-Ciclo attivo;
2-Ciclo Passivo;
3-Ciclo di trasformazione.
Anche se potrebbe non sembrare ogni singolo ciclo è vitale e deve essere gestito in maniera idonea.

3.1-CICLO ATTIVO
Il ciclo attivo è costituito in primis da tutte le attività che si svolgono fra azienda e cliente.
Potremmo dire che il ciclo attivo riguarda la vendita del prodotto o servizio.
Il ciclo attivo determina le entrate economiche dell’azienda.
In altre parole il Ciclo Attivo include tutte quelle attività e procedure che sono finalizzate alla Vendita di beni a terzi, dall'acquisizione dell'ordine, alla distribuzione del prodotto, alla corretta registrazione dell'incasso.
Nota: nel ciclo attivo possono essere comprese anche attività Aziendali Propedeutiche alla Vendita come:
-Studi e Ricerche Commerciali;
-Determinazione dei Prezzi di Vendita;
-Attività Promozionali, ecc.

3.1.1-Le attività del ciclo attivo comprendono ad esempio:
-La gestione dei contatti con i clienti;
-La gestione e archiviazione dei dati anagrafici dei clienti;
-L’acquisizione e gestione degli ordini da cliente;
-La gestione delle consegne/spedizione degli ordini;
-La promozione della vendita (Marketing, offerte, cataloghi, listini ecc.);
-La gestione delle strategie di acquisizione di nuovi clienti/mercati;
-La gestione della forza vendita interna ed esterna;
-L’analisi e gestione delle analisi statistiche per verificare l’andamento commerciale;
-La fatturazione;
-La contabilità Clienti-NON quella amministrativa;
-Eventuali solleciti ai clienti;
-Controllo e recupero del credito;
-Ecc.

3.1.2-Alcuni esempi pratici di una possibile scomposizione delle attività
Acquisizione Ordini            
-Ricezione dell'Ordine da cliente;
-Controllo del credito (Fido) e delle condizioni Economiche;
-Controllo del prezzo di vendita;
-Controllo della disponibilità a magazzino; 
-Verifica dell'Ordine;
-Risoluzione/Cancellazione Ordini Inevasi;
-Approvazione dell'Ordine (inserimento in archivio ordini accettati)
-Preparazione e Distribuzione dei Documenti Finali;
-Conferma dell’ordine (Al cliente);
-Ordine di spedizione (Ufficio spedizione e fatturazione) e da allegare all’ordine; 
-Reportistica (R.  eccezioni - R. Ordini Aperti, parzialmente evasi e da evadere).

Spedizione del Prodotto
-Scelta del Vettore (Inizia con il ricevimento dell’ordine dall’ufficio Commerciale);
-Programmazione Prelievi da Magazzino;
-Preparazione Documenti di Accompagnamento;
-Prelievo dei Beni da Magazzino (Lista di prelievo compilata dal magazziniere copia ordine con colonna aggiuntiva);
-Controllo, Imballaggio e Spedizione dei Beni;
-Distribuzione Documenti e Reportistica (Copia della bolla all’ufficio fatturazione).

Fatturazione
-Preparazione Fattura (Copia ordine e bolla);
-Invio della Fattura a Cliente;
-Emissione Note di Debito/Credito (Sempre Autorizzate);
-Preparazione Registro Fatture Emesse;
-Reportistica.

Contabilità clienti
-Aggiornamento Partite Contabili Clienti;
-Preparazione estratti Conto;
-Preparazione Bilanci di Verifica Aggiornati;
-Reportistica per la Direzione.

Controllo e recupero crediti
Concessione e Revisione dei Limiti del Credito;
Sollecito dei Pagamenti;
Recupero Crediti;
Autorizzazione Scritture di Rettifica.

3.2-CICLO PASSIVO
Il ciclo passivo riguarda tutto ciò che si trova prima della vendita al cliente.
Riguarda quindi i flussi delle attività dei processi fra azienda e fornitore e azienda e magazzino.
Il ciclo passivo determina le uscite economiche dell’azienda.
In altre parole per Ciclo Passivo si intende, nell’ambito delle procedure amministrative, l’insieme di quelle funzioni aziendali che sono responsabili dell’acquisizione di beni e servizi necessari allo svolgimento delle attività aziendali e della corretta registrazione degli eventi relativi.


3.2.1-Le attività del ciclo passivo comprendono ad esempio:
-L’Analisi delle necessità (fabbisogno) aziendali (Materie prime, macchine, servizi ecc. necessarie per i processi di realizzazione dei prodotti/servizi);
-L’identificazione del bilancio di spesa per soddisfare i bisogni dell’azienda;
-La Qualifica/Selezione dei fornitori (in particolare per fornitori critici e fornitori cruciali);
-La gestione dell’anagrafica dei fornitori;
-La gestione delle offerte e degli ordini al fornitore;
-La gestione dei documenti di trasporto della merce (Acquisti e ordini);
-La Registrazione dei documenti che intercorrono fra azienda e fornitore;
-La registrazione delle fatture di acquisto;
-La gestione e accettazione della merce in entrata (compreso verifica della conformità all’ordine e alla legge); 
-Il pagamento dei fornitori;
-Eventuali solleciti ai fornitori;
-Ecc.

3.2.2-Alcuni esempi pratici di una possibile scomposizione delle attività
Approvvigionamenti
-Emissione della Richiesta di Acquisto;
-Analisi della Richiesta di Acquisto;
-Identificazione dei fornitori;
-Negoziazione e selezione dei fornitori;
-Emissione dell’ordine di acquisto;
-Analisi modifiche richieste;
-Processo dello stato di avanzamento dell’ordine.

Ricevimento merci
-Pianificazione dell’attività di ricezione;
-Verifica dei documenti e della merce;
-Controllo qualità.

3.3-CICLO DI TRASFORMAZIONE
Il ciclo di trasformazione riguarda tutto quello che si trova fra il ciclo passivo e il ciclo attivo. Riuguarda cioè tutte quelle attività necessarie alla realizzazione del prodotto/servizio (ad esempio la trasformazione delle materie prime).
In altre parole il Ciclo Della Trasformazione consiste nell’insieme delle attività necessarie alla fabbricazione dei beni o all’esecuzione dei servizi, dai quali l’azienda origina i propri Ricavi attraverso la Vendita.
Per convenzione il ciclo di trasformazione avviene mediante l’impiego di:
-Materie Prime;
-Macchine per la lavorazione;
-Metodi di lavorazione;
-Persone che devono compiere il processo di trasformazione mediante materie, macchine e metodi.
-Ecc.

Nel Ciclo della Trasformazione le Attività devono essere compiute in conformità con gli obiettivi di business sia di breve che di lungo termine fissati dalla Direzione dell’azienda.

3.1.1-Le attività del ciclo di trasformazione comprendono ad esempio:
-Schedulazione della Produzione;
-Emissione e distribuzione dei Documenti di lavoro;
-Produzione e controllo Avanzamento;
-Controllo Qualità;
-Controllo Impianti;
-Manutenzione;
-Gestione dei Flussi interni dei Materiali;
-Gestione dei Flussi Esterni dei Materiali;
-Calcolo prestazione della produzione e loro valorizzazione;
-Controllo utilizzo risorse;
-Controllo efficienza risorse;
-Controllo della Resa di produzione (relativa ai consumi di materie prime e semilavorati);
-Ecc.

3.1.2-Alcuni esempi pratici di una possibile scomposizione delle attività
Definizione degli standard
-Definizione dei dati tecnici di prodotto;
-Definizione dati tecnici di processo;
-Definizione dei costi standard.

Pianificazione
-Definizione del Piano di Approvvigionamento;
-Definizione di un Piano Principale di Produzione;
-Verifica della capacità produttiva ed eventuale revisione del piano principale di produzione.

Produzione
-Schedulazione della Produzione;
-Emissione e distribuzione dei Documenti di lavoro;
-Produzione e controllo Avanzamento;
-Controllo Qualità;
-Controllo Impianti.

Gestione dei materiali
-Gestione dei Flussi interni dei Materiali;
-Gestione dei Flussi Esterni dei Materiali.

Controllo delle prestazioni
-Calcolo prestazione della produzione e loro valorizzazione;
-Controllo utilizzo risorse;
-Controllo efficienza risorse;
-Controllo della Resa di produzione (relativa ai consumi di materie prime e semilavorati).

Schema sintetico dei processi/cicli aziendali:

4-SISTEMI DI GESTIONE

Processi, cicli e tutto quello che afferisce all’attività di un’azienda non può essere attuato a casaccio ma deve essere gestito in modo che tutto sia il più fluido possibile al fine di avere il minimo dei costi, il massimo dei profitti e quindi processi efficaci.

Si parla così di sistema di gestione aziendale per la qualità.

Dei sistemi di gestione aziendali, in particolare orientati alla qualità, se ne occupa anche l’Ingegneria Gestionale.

Un Sistema di Gestione della Qualità è infatti l’insieme formale di tutte le attività collegate e interdipendenti che influenzano la Qualità di un prodotto o di un servizio.

Un Sistema di Gestione Aziendale per la Qualità può essere un sistema di propria progettazione e attuazione od essere un Sistema che sposa, e quindi si rende conforme ad esse, le norme ISO 9001 SISTEMI DI GESTIONE PER LA QUALITA’ – REQUISITI.

La norma ISO 9001 (che recepita in Europa diventa EN ISO 9001 e che recepita in Italia diventa UNI EN ISO 9001) è una norma che rappresenta uno schema certificabile da una terza parte indipendente ovvero da un Organismo di Certificazioni accreditato.

In Italia il sistema di accreditamento è effettuato da ACCREDIA che è l'Ente designato dal governo italiano ad attestare la competenza e l'imparzialità degli organismi e dei laboratori che verificano la conformità dei beni e dei servizi alle norme (Organismi di Certificazione).

5-SISTEMI DI GESTIONE DELLA QUALITÀ (SGQ) SECONDO LA NORMA ISO 9001

La norma ISO 9001 (UNI EN ISO 9001) specifica i requisiti di un sistema di gestione per la qualità quando un'organizzazione ha:

1-L’esigenza di dimostrare la propria capacità di fornire con regolarità prodotti o servizi che soddisfano i requisiti del cliente ed i requisiti cogenti applicabili;

2-Mira ad accrescere la soddisfazione del cliente tramite l'applicazione efficace del sistema, compresi i processi per il miglioramento del sistema stesso ed assicurare la conformità ai requisiti del cliente ed ai requisiti cogenti applicabili. Tutti i requisiti sono di carattere generale e previsti per essere applicabili a tutte le organizzazioni, indipendentemente da tipo o dimensione, o dai prodotti forniti e servizi erogati.

L’adozione di un SGQ, conforme alle norme ISO 9001, per un’azienda è una decisione strategica. Lo sviluppo e applicazione della norma può aiutare l’organizzazione a migliorare le proprie prestazioni e non ultimo utilizzarla come base per la progettazione di iniziative finalizzate allo sviluppo sostenibile.

A titolo esemplificativo i benefici che possono derivare dall’applicazione della norma sono:

-La capacità di fornire con regolarità prodotti e servizi che soddisfino i requisiti del

cliente e quelli cogenti applicabili;

-Facilitare le opportunità per accrescere la soddisfazione del cliente;

-Affrontare rischi e opportunità associati al suo contesto e ai suoi obiettivi;

-La capacità di dimostrare la conformità ai requisiti specificati del sistema di gestione per la qualità.

La norma sui SGQ si basa su sette principi di gestione per la qualità che sono:

-La focalizzazione sul cliente;

-La leadership;

-La partecipazione attiva delle persone;

-L'approccio per processi;

-Il miglioramento;

-Il processo decisionale basato sulle evidenze;

-La gestione delle relazioni.

5.1-Indice degli argomenti trattati nella norma ISO 9001

La norma tratta i seguenti argomenti:

CONTESTO DELL’ORGANIZZAZIONE

-Comprendere l'organizzazione e il suo contesto;

-Comprendere le esigenze e le aspettative delle parti interessate;

-Determinare il campo di applicazione del sistema di gestione per la qualità;

-Sistema di gestione per la qualità e relativi processi.

LEADERSHIP

-Leadership e impegno;

-Generalità;

-Focalizzazione sul cliente;

-Politica;

-Stabilire la politica per la qualità;

-Comunicare la politica per la qualità;

-Ruoli, responsabilità e autorità nell’organizzazione.

PIANIFICAZIONE

-Azioni per affrontare rischi e opportunità;

-Obiettivi per la qualità e pianificazione per il loro raggiungimento;

-Pianificazione delle modifiche.

SUPPORTO

-Risorse;

-Generalità;

-Persone;

-Infrastruttura;

-Ambiente per il funzionamento dei processi;

-Risorse per il monitoraggio e la misurazione;

-Conoscenza organizzativa;

-Competenza;

-Consapevolezza;

-Comunicazione;

-Informazioni documentate;

-Generalità;

-Creazione e aggiornamento;

-Controllo delle informazioni documentate.

ATTIVITÀ OPERATIVE

-Pianificazione e controllo operativi

-Requisiti per i prodotti e i servizi

-Comunicazione con il cliente;

-Determinazione dei requisiti relativi ai prodotti e servizi;

-Riesame dei requisiti relativi ai prodotti e servizi;

-Modifiche ai requisiti per i prodotti e servizi;

-Progettazione e sviluppo di prodotti e servizi;

-Generalità;

-Pianificazione della progettazione e sviluppo;

-Input alla progettazione e sviluppo;

-Controlli della progettazione e sviluppo;

-Output della progettazione e sviluppo;

-Modifiche della progettazione e sviluppo;

-Controllo dei processi, prodotti e servizi forniti dall’esterno;

-Generalità;

-Tipo ed estensione del controllo;

-Informazioni ai fornitori esterni;

-Produzione ed erogazione dei servizi;

-Controllo della produzione e dell'erogazione dei servizi;

-Identificazione e rintracciabilità;

-Proprietà che appartengono ai clienti o ai fornitori esterni;

-Preservazione;

-Attività post-consegna;

-Controllo delle modifiche;

-Rilascio di prodotti e servizi;

-Controllo degli output non conformi.

VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI

-Monitoraggio, misurazione, analisi e valutazione;

-Generalità;

-Soddisfazione del cliente;

-Analisi e valutazione;

-Audit interno;

-Riesame di direzione;

-Generalità;

-Input al riesame di direzione;

-Output del riesame di direzione.

MIGLIORAMENTO

-Generalità;

-Non conformità e azioni correttive;

-Miglioramento continuo.

6-QUALITA’ DI UN PRODOTTO

Che significa un prodotto di qualità?

La qualità di un prodotto non è universale e può variare a seconda di come viene percepita dal fruitore del prodotto, dall’acquirente.

A seconda delle necessità o dei desideri (esempio la durata nel tempo) io posso ritenere di qualità un prodotto che dura molto tempo anche se fornisce un risultato non perfetto. Al contrario lo stesso prodotto, se io desidero un prodotto che mi dia risultati perfetti, lo riterrò non di qualità.

Potremmo paragonare il concetto di qualità come quello di bellezza: sfuggente e inafferrabile.

Alcune citazioni recitano:

De gustibus non disputandum est (Giulio Cesare);

La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le contempla (David Hume)

Non è bello ciò che bello, ma è bello ciò che piace (proverbio popolare).

In altre parole ognuno ha il suo concetto di qualità.

 

6.1-Definizione di Qualità

Ma allora come si fa a stabilire se un prodotto è o non è di qualità a prescindere dalle interpretazioni e aspettative personali?

La norma ISO 9000 fissa una definizione di qualità che sia universalmente riconoscibile e accettata in modo da standardizzarne il significato.

La norma ISO 9000 (Vocabolario) al punto 2.2 fornisce la seguente definizione:

La qualità dei prodotti e servizi di un’organizzazione è determinata dalla capacità di

soddisfare i clienti e dall’Impatto previsto e non previsto sulle parti interessate rilevanti.

La qualità di prodotti e servizi comprende non solo le loro funzioni e prestazioni previste,

ma anche il loro valore percepito e il beneficio per il cliente.


Come meglio specificato al punto 3.6.2 della norma la qualità è:

Grado in cui un insieme di caratteristiche intrinseche di un oggetto soddisfa i requisiti.

Il termine "qualità” può essere utilizzato con aggettivi quali scarsa, buona o eccellente.

L’aggettivo "intrinseco”, come contrario di “assegnato”, significa che è presente nell’oggetto.

 

Cosa significa caretteristiche, oggetto e requisiti?

La norma naturalmente fornisce anche queste definizioni.

 

6.1.2-Caratteristica

La caratteristica è un Elemento distintivo.

Una caratteristica può essere intrinseca o assegnata.

Una caratteristica può essere qualitativa o quantitativa.

Esistono vari tipi di caratteristiche, quali le seguenti:

-fisiche (per esempio, caratteristiche meccaniche, elettriche, chimiche o biologiche);

-sensoriali (per esempio, relative a odore, tatto, gusto, vista, udito);

-comportamentali (per esempio, cortesia, onestà, veridicità);

-temporali (per esempio, puntualità, affidabilità, disponibilità, regolarità);

-ergonomiche (per esempio, caratteristiche fisiologiche o riferite alla sicurezza delle persone);

-funzionali (per esempio, la velocità massima di un aereo).

 

6.1.3-Oggetto; entità; elemento

Oggetto; entità; elemento è Qualsiasi cosa percepibile o concepibile.

Esempio:

-Prodotto, servizio, processo, persona, organizzazione, sistema, risorsa.

-Gli oggetti possono essere materiali (per esempio un motore, un foglio di carta, un diamante), immateriali (per esempio rapporto di conversione, un piano di progetto) o immaginati (per esempio lo stato futuro dell’organizzazione).

 

6.1.4-Requisito

Il requisito è un Esigenza o aspettativa che può essere esplicita, generalmente implicita oppure obbligatoria.

-"Generalmente implicita” significa che è uso o prassi comune, per l'organizzazione e per le parti interessate, che l’esigenza o l’aspettativa in esame sia implicita.

-Un requisito specificato è un requisito che è esplicitato, per esempio, in informazioni documentate.

-Per identificare un particolare tipo di requisito, possono essere utilizzati elementi qualificativi, quali per esempio: requisito di prodotto, requisito di gestione per la qualità, requisito del cliente, requisito perla qualità.

-I requisiti possono provenire da differenti parti interessate o dall’organizzazione stessa.

-Per conseguire un’elevata soddisfazione del cliente può essere necessario soddisfare un'aspettativa di un cliente anche se questa non sia esplicitata né sia generalmente implicita od obbligatoria.

Facciamo un esempio molto banale:

Un’auto ha come requisito implicito che ci siano ad esempio quattro ruote e uno sterzo, non è necessario che io espliciti questi requisiti al venditore, si tratta di un requisito implicito.

Il venditore mi fornirà l’auto con le cinture di sicurezza perché sono obbligatorie per legge, non è necessario che io lo richieda proprio perché è un requisito di legge.

Il colore dell’auto, o alcuni accessori non previsti nel modello base, ad esempio, sono requisiti che io dovrò invece esplicitare al venditore altrimenti potrei ricevere un’auto di un colore qualsiasi e priva degli accessori desiderati. 

La qualità erogata dal venditore sarà fornire l’auto con i requisiti impliciti, di legge e quelli da me esplicitati. A questo si aggiungono i requisiti dichiarati dal venditore; ad esempio il venditore garantisce che l’auto potrà fare 100.000 chilometri senza necessità di manutenzione senza mai avere un problema.

Fra una Ferrari e una Panda qual è l’auto più di qualità?

Diremmo tutti la Ferrari.

Ebbene in realtà se la Ferrari, fornita con tutti i requisiti impliciti, di legge ed espliciti, viene garantita dal venditore per 100.000 chilometri senza bisogno di manutenzione e senza che questa abbia mai problemi e poi questa in realtà a 99.000 chilometri si ferma la Ferrari non è una auto di qualità.

Al contrario se la Panda, fornita con tutti i requisiti impliciti, di legge ed espliciti, percorre i suoi 100.000 chilometri senza avere alcun problema, come promesso, ecco che sarà questa ad essere un’auto di qualità.


6.1.5-Qualità erogata e qualità percepita

La qualità però nonostante sia definita ha una variabile che non può essere ponderata a priori e cioè la qualità percepita dal cliente.

La qualità erogata è sostanzialmente la qualità che abbiamo appena visto, cioè quella della Ferrari e quella della Panda indistintamente.

Abbiamo dei requisiti e questi vengono forniti a prescindere dal risultato.

La qualità percepita è invece quella che soddisfa o non soddisfa le aspettative del cliente.

Le aspettative sono soggettive (un po’ come l’esempio della bellezza) per cui anche se tutti i requisiti impliciti, di legge ed espliciti sono tutti assolti, ovvero tutti rispettati, c’è sempre la variabile personale.

Un’auto che mi è stata fornita rispettando pienamente tutti i requisiti qualitativi una volta ricevuta e utilizzata io me l’aspettavo più maneggevole. Me l’aspettavo più facile da guidare, me l’aspettavo più confortevole, me l’aspettavo meno rumorosa, me l’aspettavo…

Naturalmente la qualità percepita non rende un prodotto, che ha rispettato tutti i requisiti, un prodotto non di qualità.

Sta quindi all’abilità dell’organizzazione cercare di capire quali sono le aspettative più comuni dei clienti e far sì che tali aspettative siano trasformate già in un requisito implicito così da rendere il consumatore il più soddisfatto possibile del prodotto acquistato aumentando così la percezione della qualità del proprio prodotto.

Vivaldo Lombardi nel suo libro Gestione della qualità: Il principio fondamentale scrive:

Poiché la qualità è strettamente legata al mercato, alla tecnologia e al costo, non esiste il “migliore in assoluto”.

Poiché gli standard di eccellenza non sono mai statici, la qualità diminuisce sempre man mano che i consumatori stabiliscono standard nuovi e più elevati.

 7-LA CERTIFICAZIONE

Un’organizzazione può avere un sistema di gestione per la qualità progettato internamente e non certificato, alla fine ciò che conta sono i risultati e non il bollino della certificazione.

La certificazione però permette alcune cose come ad esempio:

1-Fornire fiducia al cliente che l’azienda lavora secondo principi universalmente riconosciuti e quindi è ragionevolmente attendersi prodotti di qualità;

2-Il mantenimento dei requisiti di certificazione implica essere soggetti a controlli periodici e rinnovi di certificazione, attività che producono un miglioramento continuo anche la dove da sola l’azienda non era riuscita cogliere opportunità di miglioramento;

3-Ultimo ma non ultimo per la partecipazione a bandi pubblici, o a gare o forniture private, viene esplicitamente richiesto il requisito di avere il proprio sistema di gestione della qualità certificato.

La certificazione offre quindi l’opportunità di aprirsi a mercati più grandi.

8-CONCLUSIONI

1-Le organizzazioni perseguono l’approccio per processi;

2-I Sistemi di Gestione per la Qualità sono una parte dei sistemi di gestione aziendale mediante i quali l’organizzazione identifica i propri obiettivi e determina i processi e le risorse necessarie per conseguire i risultati prestabiliti. Il sistema qualità gestisce i processi che interagiscono e le risorse necessarie a fornire valore e realizzare
risultati per le parti interessate. Permette inoltre di ottimizzare l’utilizzo delle risorse e fornisce i mezzi atti a identificare le azioni per affrontare le conseguenze attese ed
inattese inerenti la fornitura di prodotti e l’erogazione di servizi.

3-La certificazione del proprio Sistema di Gestione Per la Qualità da fiducia al cliente la garanzia che l’azienda è capace di rispondere in modo coerente ed esaustivo alle aspettative del cliente. Inoltre permette la partecipazione la dove il sistema di gestione per la qualità è un requisito obbligatorio dettato dal mercato pubblico o privato perché citato in leggi regolamenti o in capitolati.

9-BIBLIOGRAFIA

1-Sistemi qualità – Roberto Mirandola, Mirandola, Massimo Tuccoli, Sergio Vaglini, Piero De Risi – Edizioni ETS – 1990;

2-Sistemi di gestione per la qualità – Amalia Lucia Fazzari – Editore Giappichelli – 2012 (Collana Economia Aziendale);

3-I processi, i sistemi e le funzioni aziendali - Giovanni Costa e Raoul C.D. Nacamulli Raoul - Utet, 1997;

4-I processi aziendali - Vittorio Capello – Dispense didattiche CP Consulting S.r.l. – 2001;

Editore CP Consulting;

5-Norma UNI EN ISO 9000:2015 Sistemi di Gestione per la Qualità - Fondamenti e vocabolario – Editore UNI – settembre 2015;

6-Norma UNI EN ISO 9001 Sistemi di gestione per la qualità – Requisiti - UNI – settembre 2015;

7-Norma UNI EN ISO 9004:2018 - Gestione per la qualità - Qualità di un'organizzazione - Linee guida per conseguire il successo durevole - Editore UNI – settembre 2018;

8-Il libro della qualità – UNI EN ISO 9001 applicata al “meglio” e prospettive di qualità sostenibile - Nicola Gigante – Editore UNI – 2021;

9-Organizzazione aziendale - Richard L. Daft (Autore), R. C. Nacamulli (a cura di) – Maggioli Editore – 2021;

10-Gestione della qualità: Il principio fondamentale (I principi di base) – Vivaldo Lombardi - 2023 – Pubblicazione Indipendente.